domenica 17 giugno 2007

Progetti di sviluppo e innovazione nella scuola svizzera

P r e m e s s a

Nell'ambito dei progetti linguistici e delle iniziative interculturali in Svizzera, Cantoni r istituzioni operano congiuntamente,investendo notevoli risorse a livello professionale e finanziario.
Ciò anche per consentire ad importanti ed attuali tematiche come l' innovazione e la formazione interculturale, in previsione anche delle sfide in materia di qualità dell'istruzione( cfr. Indicatori di qualità dell'istruzione scolastica, Unione Europea,Atto C.58 del 5.03.2002)di affermarsi nel contesto scolastico al fine di :
- offrire a docenti e gruppi di studiosi sulla ricerca educativa stimolo e sostegno alla progettazione,in particolare nella scuola dell' obbligo
- innalzare il livello di qualità del servizio scolastico
- aumentare ed estendere nella scuola le iniziative progettate dai grossi Centri scolastici, come per esempio, Zurigo,Basilea,Neuchatel , ai piccoli centri ,alla periferia,che devono anche poter conoscere e realizzare progetti innovativi scolastici e non scolastici.
P r o g e t t i scolastici cantonali
-Q U I M S - (Qualitàt in multikulturellen Schulen )è iniziato nel 1997 in Zurigo e dintorni con l'obiettivo primario di innalzare il livello di qualità delle scuole con un'elevata presenza di alunni di famiglie parlanti un'altra lingua diversa dalla locale.La direzione è affidata al Settore di pedagogia interculturale .Il Direttore del Progetto Quims, M.Truniger,nel ricordare i dieci anni di attività nelle scuole zurighesi,ribadisce due strategie sempre tenute presente dal team di progetto :" Von Anfang an planten wir dabei zwei Teilstrategien ein.Erstens Unterstùtzungsangebote: die Schulen sollten mit ihren schwierigen Aufgaben nicht allein gelassen werden,sondern Unterstùtzung bekommen. Zweitens Lern - und Entwicklungsmassnahmen Kanton und Schulen sollten noch besser lernen,was zu tun ist,damit alle Kinder ,auch die bisher bildungsbenachteiligten,moglichst gut lernen."( QUIMS-Nachrichten 1/06 ).
I tempi dell' inizio delle attività erano difficili ed incerti,continua Truniger . La prima scuola ,che ha avuto coraggio, è stata Hardau ,a Zurich Limmatal, poi sono venute Winterthur- Tòss e Dietikon.Poi,anno per anno,sono aumentate le scuole partecipanti alle attività del QUIMS.: 70 scuole con 15 diverse Schulpflegen , 2100 insegnanti ,oltre 20 mila bambini e giovani.Un vero successo di partecipazione e sviluppo delle competenze scolastiche,successo che ora sta interessando insegnanti ed autorità scolastiche di altri Cantoni.
- VADEMECUM - B S.
Di recente il Dipartimento dell'Educazione del Cantone Basilea Città - BS.- ha pubblicato per docenti in servizio nelle scuole multiculturali con bambini d'origine straniera un'apposita guida on line.Si tratta di un sito che presenta una raccolta di importanti informazioni sulla pedagogia interculturale nelle scuole basilesi. Si presentano anche sussidi didattici per i docenti e per l' insegnamento del tedesco come seconda lingua..
- FONDAZIONE EDUCAZIONE E SVILUPPO
Questa Fondazione rappresenta un luogo di incontro e di informazione dove vengono offerte consulenze e supporto pedagogico per le iniziative che si intendono realizzare nelle scuole.
Vengono offerti anche itinerari di formazione.,stages sulla cooperazione e lo sviluppo ,scambi interculturali tra insegnanti e scuole.
- OFFERTE DI FORMAZIONE IN ALTRE LINGUE - BL.
Ad opera della Direzione dell' Istruzione e della cultura di Basilea Campagna - BL. - viene realizzato un sito internet con una speciale rubrica che offre molteplici informazioni su attività e progetti di formazione presenti fino ad oggi nel Cantone,in ben nove lingue diverse.
P r o g e t t i non scolastici
- La realtà contro i pregiudizi BS- BL
Si tratta di una campagna lanciata dai Cantoni Basilea città e Basilea Campagna per una proficua discussione e riflessione sull' uomo di oggi. Il sito presenta anche informazioni su specifici temi ,fornisce indirizzi ed ulteriori links di riferimento
- Newsletter Albania
E' una rivista svizzera per la cooperazione con l'Albania,di cui tratta caratteristiche , problemi., e programmi di scambio.E' presente Basil Schader,esperto di problemi di pedagogia interculturale.
- Istituto I I K - ZH
IIK é l'istituto zurighese per la comunicazione interculturale e per la didattica del tedesco come seconda lingua. Organizza periodicamente corsi di formazione continua per insegnanti,redige materiali didattici ,fornisce consulenza alle istituzioni scolastiche in relazione alle citate problematiche.
Per i progetti interculturali svolti in Italia, ed in particolare nelle scuole primarie e secondarie della Toscana, si rimanda al sito web: www.csa.fi.it - ( area linguistica e interculturale)-viga

sabato 2 giugno 2007

Rahmenlehrplan per i corsi di lingua materna .

Il Consiglio Cantonale dell'Educazione di Zurigo sin dal 16 maggio 1972 per i corsi di lingua e cultura d'origine,concedendo ai Consigli scolastici comunali di inserire i corsi di lingua e cultura italiana e spagnola nel normale orario scolastico. In effetti molto prima,c 'era stato un precedente intervento : nel 1966,su richiesta italiana,la Direzione Cantonale dell'educazione aveva autorizzato solo per i figli degli immigrati italiani lo svolgimento dei corsi di lingua materna all' interno della scuola dell' obbligo zurighese. (Decreto 21 giugno 1966).
Ulteriori attività di studio e di inserimento scolastico hanno portato le autorità zurighesi ad emanare il"Regolamento sullo svolgimento dei corsi di lingua e cultura del Paese d'origine (Decreto 11 giugno 1992),che ha permesso un ulteriore e migliore diffusione dei corsi linguistici nelle scuole primarie del Cantone Zurigo negli anni ' 90.
Intanto va registrata una serie di cambiamenti socio-culturali nel mondo migratorio e l'emergenza della seconda e terza generazione di alunni d' origine straniera che si iscrivono ai corsi linguistici: una nuova utenza di cui le autorità scolastiche di Zurigo tengono subito conto ,insieme alle questioni di ordine pedagogico ed organizzativo.
Si riconosce che i corsi di lingua e cultura d' origine - C.L.C.O o HSK come si usa dire a Zurigo -assumono un valore sempre crescente nei confronti dell'integrazione e del successo scolastico degli alunni stranieri dei diversi gruppi etnici presenti nelle scuole zurighesi. Le autorità scolastiche intendono migliorare la qualità dei corsi ,per i quali è necessario ed importante uniformare i vari programmi didattici utilizzati finora dalle comunità etniche(più di 20)ed armonizzarli con quelli in vigore nelle scuole del Cantone Zurigo.
Per tali attività di studio e di ricerca entrano in funzione una "Commissione Pedagogica" ed un "Gruppo di coordinamento" che elabora un documento sotto la direzione dei responsabili del settore interculturale della Bildungsdirektion del Cantone Zurigo. In questi due organismi sono rappresentati tutti gli enti gestori dei corsi di lingue e cultura riconosciuti dal Consiglio cantonale dell'istruzione .Sul documento programmatico elaborato si è svolta successivamente un'ampia consultazione tra le istituzioni svizzere e straniere ( docenti e responsabili scolastici)che esprimono giudizi favorevoli sui contenuti e finalità. Così il documento programmatico della Bildungsdirektion di Zurigo assume nel 2003 il titolo " Rahmenlehrpkan fùr die Kurse in heimatlicher Sprache und Kultur "- Ramlp. - Linee direttive per l' insegnamento nei CLCO, corsi di lingua e cultura d' origine.In pratica si tratta di Programmi didattici di orientamento per i corsi di lingua materna.
Finalità e contenuti del Rahmenlehrplan
Le attuali "Linee direttive" dei C.L.C.O. permettono di ancorare i corsi all'interno del sistema scolastico zurighese,con tutti i vantaggi che si possono comprendere,compreso il riconoscimento dei nuovi enti gestori (anche se non statali) presenti presso i diversi gruppi etnici.
Dopo agli enti dei tradizionali sei Paesi - Italia,Spagna,Jugoslavia,Turchia,Grecia e Portogallo - si sono aggiunti altri enti gestori ( in parte anche con i contributo dei genitori degli alunni frequentanti i C.L.C.O) di nuove comunità immigrate (albanese, araba,bosniaca,...).
In origine i corsi erano finalizzati ad un eventuale reinserimento scolastico dei giovani al momento del rimpatrio della famiglia. Poi ,col passare del tempo e mutando le iniziali intenzioni delle famiglie (ancora permanenza e non rientro in patria), si sono aggiunti altri obiettivi che mirano,come sostiene giustamente il Volksschulamt di Zurigo, ad uno sviluppo bilingue e ad una maggiore integrazione dei bambini nella società locale.
La maggior parte dei corsi di lingua sono aperti anche a bambini interessati di altre nazionalità,purchè la lingua del corso sia la loro prima lingua e/o sussista una relazione con il "Paese d'origine " della lingua insegnata.
Per questi motivi sono in atto da diversi anni alcune sperimentazioni, come i progetti pilota per i " HSK plus " nella scuola materna e nella scuola elementare, alla cui realizzazione partecipa finanziariamente la città di Zurigo. In questi progetti i C.L.C.O. vengono integrati nell'orario scolastico obbligatorio e i docenti dei corsi linguistici interagiscono nel plesso scolastico in diversi ambiti ( teamteaching interculturale,rapporti scuola-famiglia,..).
Il significato dei C:L:C:O. è ben definito nel Ramlp.:
"".. nei corsi i bambini e i giovani plurilingui ampliano la competenza nella lingua madre - eventualmente ne ricevono le basi - e la conoscenza della propria cultura d' origine , oppure di quella di uno o di entrambi i genitori... Essi riflettono sul proprio trovarsi " fra mondi diversi " ed acquistano la capacità di integrarsi nella società sia in Svizzera, sia in un altro Paese di accoglienza, sia nel Paese d'origine nel quale eventualmente tornassero. Nei C.L.C.O. le alunne e gli alunni plurilingui ricevono un sostegno nel proprio sviluppo integrale : linguistico-cognitivo,culturale,sociale,emozionale.
I fondamenti dei C.L.C.O. sono in sintesi tracciati nel Ramlp. ::
- aiutano alunne ed alunni ,in forma adeguata all'età ed al livello iniziale, a progredire nella lingua d' origine,rafforzando la consapevolezza che il bilinguismo è una potenzialità aggiuntiva.In tal modo i Clco contribuiscono a valutare il plurilinguismo in Svizzera.
- nella società multiculturale la riconosciuta affermazione del plurilinguismo assume una maggiore importanza e diviene una positiva risorsa sociale e culturale.
- i C.L.C.O. promuovono nelle alunne e negli alunni d' origine straniera lo sviluppo della loro personalità,dove trovano adeguato riconoscimento elementi sia della cultura d'origine sia di quella del Paese d'accoglienza ( sistemi di norme e valori,usi e costumi,storia e conoscenza dell'ambiente,...).
- i corsi sostengono inoltre gli alunni dei C.L.C.O. nella loro capacità di risolvere conflitti nelle loro competenze interculturali e nella loro capacità di giudizio,nell'ambito della promozione di una formazione personale aperta,tollerante e antirazziale.
- i corsi nel loro funzionamento e con i loro contenuti aiutano gli alunni ad integrarsi nel Paese d'accoglienza ed hanno una funzione di ponte a livello scolastico,sostenendo l' interazione tra scuola e famiglia.
- l' insegnamento dei C.L.C.O. si collega ai dieci principi fondamentali indicati dai programmi didattici del Cantone di Zurigo che costituiscono il riferimento generale per la scuola dell' obbligo zurighese ( interesse alla conoscenza e capacità di orientamento,volontà di assumere responsabilità,disponibilità all'impegno,capacità di dialogo e di solidarietà,consapevolezza delle tradizioni,coscienza ecologica,capacità di giudizio e di critica,franchezza e serenità ).
Regolamento dei c o r s i H.S:K.
Il Consiglio dell' Educazione del Cantone Zurigo emana anche il regolamento per lo svolgimento dei C.L.C.O. In sintesi i punti fondamentali :
1 - Nei C.L.C.O i bambini e i giovani di lingua straniera ampliano le conoscenze della propria madrelingua e della propria cultura d'origine. La frequenza dei corsi viene raccomandata,ma è facoltativa.
2 - I gestori dei corsi sono i Consolati,le Ambasciate ed altri Enti privati riconosciuti dal Consiglio Cantonale dell'Educazione di Zurigo.
3 - I C.L.C.O. sono autorizzati in tutte le classi della scuola dell'obbligo ( elem. + second. 1. grado), ad eccezione della prima elementare.
4 - Per la scuola materna la competenza spetta ai Comuni,ai quali si raccomanda di autorizzare la formazione di gruppi di apprendimento di lingua e cultura del Paese d'origine nelle scuole materne. Questi gruppi non devono comprendere l' insegnamento della lettura e della scrittura.
5 - I Comuni mettono gratuitamente a disposizione degli insegnanti dei C.L.C.O. sussidi tecnico-didattici e materiale di facile consumo.
Il Regolamento prende poi in esame altri aspetti del funzionamento dei corsi relativi alla registrazione del voto nella pagella svizzera, a forme di integrazione,alla collaborazione didattico-pedagogica, al coordinamento,alle attività degli insegnanti,alla vigilanza.
Vengono anche presentati i principi della didattica che i docenti dei C.L.C.O. devono tener presenti nelle attività (apprendimenti, valutazione alunni nei diversi livelli,compiti per casa,,sussidi didattici,metodologie),tipi di collaborazione tra scuola e famiglia,la situazione linguistica degli alunni dei corsi e le relative indicazioni sull 'insegnamento nelle diverse classi.
Una particolare attenzione è data nei Ramlp. alla definizione degli obiettivi didattici generali
dell'insegnamento linguistico (ascoltare,leggere,parlare,scrivere),alle tematiche da sviluppare nell' insegnamento ( individuo e comunità,natura e tecnica,..) e delle loro articolazioni per cicli.
Il Rahmenlehrplan elaborato dal Volksschulamt di Zurigo - settore Interkulturelle Pàdagogik -
rappresenta senz'altro un mezzo importante del sistema scuola per sviluppare in modo ottimale il potenziale linguistico degli alunni di lingua straniera e le competenze interculturali. A tutti i docenti, sia locali che dei diversi gruppi etnici,Zurigo offre ,diversamente da altri Cantoni o Paese d' immigrazione, un articolato quadro pedagogico e linguistico di riferimento,anche al fine di poter armonizzare gli obiettivi educativi dei corsi di lingua e cultura d' origine. viga.

Progetti d' integrazione in Svizzera

In occasione del Congresso di Lugano sul tema " Migrazioni e pluralismo religioso"(cfr. nostro dossier in Servizio Migranti,4/2002),organizzato dall' Associazione Amici di mons.Corecco e dall'Unione giuristi cattolici italiani, sono stati affrontati per la prima volta i problemi riguardanti la politica verso gli stranieri in Europa,la povertà e la disuguaglianza, le esperienze d' integrazione attuate in questi anni nei Paesi europei,compresa la Svizzera.
A Lugano si è avuto conferma del fatto che le migrazioni non sono da considerarsi un fenomeno transitorio,ma costituiscono ormai un dato di fatto con cui le società occidentali,industrializzate e ricche, devono tener conto e confrontarsi,cercando di dare soluzioni efficaci e possibilmente concertate tra i Paesi interessati ai fenomeni migratori.
In questo ambito la politica svizzera dell' integrazione è stata indicata,da parte dei diversi rappresentanti e esperti di enti e associazioni europee, a modello istituzionale, considerato che la Confederazione ha saputo garantire la convivenza pacifica della popolazione locale con le varie componenti etniche.In questo contesto un ruolo significativo svolgono a livello comunale e regionale organi rappresentativi del mondo dell'emigrazione in Svizzera e delle istituzioni sociali locali le cosiddette Arge - Arbeitsgemeinschaften fùr Auslaenderfragen -(Comunità di lavoro per i problemi degli stranieri),che offrono momenti di informazione,aggregazione e socializzazione per i diversi gruppi etnici.
Alla popolazione straniera residente in Svizzera (1 milione 495 mila) i poteri amministrativi locali hanno dedicato una serie di interventi che,superando l'ottica degli enti assistenziali privati,sono divenuti una priorità a livello politico e sono stati assunti in maniera istituzionale dalla Commissione Federale per gli stranieri-E.K.A.-
/(Eidgenòssische Konsultative Auslànderkommission ) di Berna. Così per la prima volta la Confederazione ha stanziato in favore dell' integrazione 10 milioni di franchi per il 2001 ed altri di più per i successivi anni. E' stato inoltre istituito il cosiddetto
" Integrationspreis " (2005- 2007) per segnalare e sostenere le esperienze di enti , associazioni culturali e scuole impegnate nel processo di integrazione dei gruppi di emigrati che vivono e lavorano in Svizzera.
Il modello elvetico, a giudizio degli esperti convenuti a Lugano, ha funzionato meglio degli altri esperiti in Europa. E ciò grazie alla struttura federalista che ha lasciato ai Cantoni ( dove è sempre attivo un team specifico per l' integrazione) la gestione delle iniziative e dei progetti d' integrazione e grazie anche ad una certa predisposizione alla diversità data dalla natura multiculturale della Svizzera.
Si tratta pertanto di un modello unico,non esportabile, ma che deve essere conosciuto dagli altri Stati europei,anche in considerazione del fatto che ,in riferimento ai recenti avvenimenti,i modelli di integrazione portati avanti,per esempio,dagli Stati Uniti,dalla Francia o dalla Germania,hanno avuto scarso successo nel settore dell' integrazione sociale degli stranieri, a causa dell incapacità di distinguere il significato e le proprietà di due termini come etnicità e nazionalità.e di conseguenza dell' altro termine spesso dimenticato ,cittadinanza.
Il maggior numero d' iniziative si è realizzato nei Cantoni di lingua tedesca,dove maggiore è la presenza di lavoratori stranieri,da Zurigo ad Aarau,da Coira a Lucerba, a Basilea,a Winterthur.Citiamo alcuni più signigicativi progetti :
* "Da und dort Leben in zwei Welten", progetto svolto nel Cantone Aarau per immigrati provenienti dall'Italia,Germania,Ungheria,Turchia ed ex-Jugoslavia.
* " Der Betrieb " ,insieme di iniziative organizzate nel Cantone Zurigo dal G,:B:I. (Gewerbschaft Bau und Industrie-Sindacato dell'industria e delle costruzioni ) per dare agli immigrati più informazione (corsi di tedesco,cultura generale,corsi tecnici,..).
* "Das Tor oeffen ", progetto sviluppato nel Cantone Coira per promuovere l'assistenza sociale alle famiglie immigrate.
* " Integration dank Partizipation " raccoglie iniziative svolte nel Cantone Lucerna in favore di immigrati albanesi per migliorare conoscenze e competenze professionali.
* " Johanna " ,progetto svolto nella città di Basilea per lo studio della lingua tedesca da parte di donne immigrate e finanziato dall' EKA.
* " Deutsch und Integration im Quartier ",un insieme di iniziative del Cantone di Basilea per offrire alle donne immigrate adeguate conoscenze sulla società locale.
* " B u s ",, dal nome del mezzo che si utilizza per facilitare gli incontri tra giovani immigrati presenti nella città di Martigny (Vallese) presso scuole,biblioteche,supermercati,centri sociali,musei.
*" Genitori,figli e operatori in una nuova realtà",progetto sviluppato in Ticino da parte del DFP - Dipartimento della formazione professionale e della cultura e rivolto ai genitori dei giovani stranieri iscritti nei corsi di formazione .
Quest'ultimo progetto del Ticino come i precedenti su indicati mettono in evidenza alcuni tratti comuni ad altre iniziative sostenute dall' EKA di Berna nella coincidenza di due importanti comuni condizioni,l'area adolescenti e l'area stranieri. In questo contesto tutti i giovani immigrati dei vari gruppi etnici ,dagli italiani agli slavi, dagli spagnoli agli albanesi, ai turchi, fanno emergere nel loro rapporto con la società locale situazioni di incertezza rispetto al sé, all'identità maschile e femminile ed alle conseguenti relazioni ed inadeguatezze dei valori di cui sono portatori i genitori,tutte foriere di crisi e conflitti difficili da gestire e da affrontare da parte delle organizzazioni sociali e culturali della società d'accoglienza. viga

venerdì 1 giugno 2007

Raccomandazioni per i corsi di lingua d' origine

Per i bambini di lingua straniera ,l ' EDK o la CDPE - Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione -in diversi momenti si è interessato della tematica sull 'insegnamento della lingua e cultura d'origine dei giovani migranti. (nel 1972,nel 1974, 1976 e 1985. Le attuali Raccomandazioni risalgono al 24-25 ottobre 1991 e sono state di recente riconfermate dalla Conferenza dei direttori cantonali. Ne riportiamo una breve sintesi.
In generale l 'EDK richiama e ribadisce il principio di ammettere alla frequenza delle scuole pubbliche svizzere ogni bambino di origine straniera ,di eliminare ogni discriminazione,nel rispetto del diritto del bambino di conservare la lingua e la cultura del Paese d'origine. Inoltre presenta alcuni importanti raccomandazioni da tener presente nel processo di scolarizzazione del bambino d' origine straniera :
* favorire l' integrazione dei bambini sin dall'inizio della scuola dell' infanzia e per due anni scolastici,con una frequenza gratuita dei corsi di lingua d'origine
* ammettere gli scolari nuovi arrivati nei tipi di scuola e nelle classi corrispondenti al livello di formazione scolastica posseduta ed alla loro età,organizzando, se necessario,corsi di lingua gratuiti
* offrire interventi speciali di formazione per gli alunni in età avanzata ,al fine di facilitare l' inserimento nella vita professionale o,eventualmente, il passaggio ad altre forme di formazione
* tenere adeguata considerazione dell' alloglossia e delle conoscenze supplementari degli alunni nella loro lingua e cultura d'origine,nei momenti scolastici importanti per la valutazione e selezione,evitando l'eventuale inserimento nelle scuole speciali o la ripetizione dell'anno scolastico con il giudizio spesso espresso dai docenti "insufficiente conoscenza della lingua locale
*offrire agli alunni d'origine straniera un sostegno scolastico fuori del tempo-scuola
* preparare i docenti,con piani di formazione e di aggiornamento, ad insegnare in classi multiculturali,promuovendo la cooperazione tra insegnanti autoctoni e stranieri
*considerare le esigenze formative dei bambini d' origine straniera in relazione alla realizzazione dell' educazione interculturale rivolta a t u t t i gli alunni/studenti
* considerare le esigenze dei bambini e delle loro famiglie nell' ambito dell'organizzazione scolastica e delle iniziative dell' extrascuola
* invitare le università e gli istituti di formazione pedagogica ad assumere nei loro piani di studio la tematica dell' educazione interculturale
* inserire i genitori nel processo di integrazione dei loro figli,,informandoli adeguatamente delle varie iniziative , consultandoli su tutti i problemi importanti e incoraggiando la loro partecipazione nei diversi ordini di scuola
* i n t e g r a r e nell' orario di insegnamento scolastico,se possibile, almeno d u e ore settimanali dei corsi di lingua e cultura d'origine,sostenendo tale insegnamento nelle forme più adeguate ( controllo della frequenza,valutazioni periodiche..)
* incoraggiare e promuovere i contatti e le forme di insegnamento interculturali ad ogni livello, istituendo anche gruppi di lavoro che possano incoraggiare e coordinare l'applicazione delle Raccomandazioni dell' E.D.K.
La Conferenza inoltre invita i Cantoni a raccomandare ai Comuni di mettere gratuitamente a disposizione dei bambini/ studenti e adulti stranieri le loro strutture e materiale scolastico necessario per le diverse iniziative. Tutto ciò va inteso come un importante contributo all' integrazione nell'ambito dell'educazione e della formazione dei soggetti d' origine straniera.viga

Politica linguistica e l ' E.D.K.

Recentemente si sono conclusi i lavori di un organismo federale , l' E.D.K.- Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica istruzione -sulla questione dell 'insegnamento delle lingue nella scuola obbligatoria e il coordinamento delle iniziative a livello nazionale. I diversi rappre -
sentanti cantonali ,tra cui H.U.Stòckling,presidente dell'EDK,M.Annoni della Conferenza roman
da,Regine Aeppli Direttrice del Cantone di Zurigo,Diego Erba ,Responsabile del Cantone Ticino,Hans Ambùhl,segretario EDK.(2004).
A Berna direttrici e direttori cantonali dell' istruzione pubblica decidono di sviluppare in modo coordinato l' insegnamento delle lingue con i seguenti obiettivi comuni : promuovere precocemente l'insegnamento della prima lingua,insegnamento a tutti gli allievi di due lingue straniere introdotte non più tardi a partire dal 3.o e dal 5.o anno scolastico.Al repertorio linguistico appartengono obbligatoriamente una seconda lingua locale ed un'altra lingua straniera,in genere l'inglese.
La messa in realizzazione del programma linguistico prende l'avvio secondo le situazioni dei diversi Cantoni, a partire dal 2005 r non oltre il 2010-2011. A tal proposito il Presidente dell'EDK,H.U.Stòckling, ha affermato che " l' insegnamento obbligatorio di una seconda lingua nazionale fin dalla scuola elementare è prioritaria per un paese plurilingue come il nostro,bisogna approfittare dell'apprendimento precoce delle lingue; questa strategia ,elaborata
tenendo conto anche dei programmi dell' Unione Europea,permetterà pure agli svizzeri di essere competitivi sul mercato del lavoro rispetto agli europei ".
E' una "Wettbewerbsfàhigkeit " che l' EDK intende sviluppare sui giovani mediante i nuovi programmi cantonali e con l' accettazione del noto postulato : "Erstsprache plus zwei weitere Sprachen vom jungsten Kindersalten an " ( EU- Aktionsplan 2004-2006 zur Fòrderung des Sprachenlernen und der Sprachenvielfalt ) .Il programma prevede inoltre interventi nel settore della formazione dei docenti,delle attività didattiche ( piani d'insegnamento,sussidi didattici ),ricerche e sperimentazioni scientifiche.
Per definire e controllare gli standards per le competenze linguistiche e per dare un sostegno
scientifico entra in funzione il Centro Nazionale delle competenze sulle lingue che,oltre a ricerche ed indagini,elabora un rapporto scientifico sui risultati conseguiti nei Cantoni e sullo sviluppo dell' insegnamento delle lingue.
Queste iniziative,sostenute dall'EDK,come quella relativa alla costituzione di un'agenzia nazionale per gli scambi tra le scuole e gli studenti (dal 2006 ),sono state valutate positivamente
dagli esperti e dal mondo della scuola svizzero.Esse sostengono e cerano di armonizzare nei prossimi anni le attività linguistiche dei Cantoni ,anche in relazione allo studio dell'inglese.
Una particolare attenzine è dedicata alla tematica dellelingue degli emigrati. Al punto 3.8 (2004) del documento dell' EDK si afferma un impegno a valorizzare le lingue delle comunità emigrate e quindi dei corsi di lingua e cultura d'origine :
" Die Erstsprachen von Kindern mit einem Migrationshintergrund werden im Regelunterricht ùber Ansaetze wie "Begegnung mit Sprachen/Eveil aux langues " valorisiert. Die sprachliche Foerderung erfolgt in den von organisierten Sprachgemeinschaften angebotene Kursen in heimatlicher Sprache und Kultur Kurse -HSK. Die Kantone lassen die Kurse HSK in den oeffentlichen Schulen zu und laden die oertlichen Schulen ein,mit den Verantwortlichen dieser Kurse zusammenzuarbeiten ". viga

Svizzera:un modello di plurilinguismo e multiculturalità

Quando i viaggiatori inglesi alla fine dell' 800 scoprirono Lucerna,S.Gallo,St.Moritz,
la bellezza della Jungfrau e la grandezza del Pilatus,rimasero sorpresi e meravigliati
per tanta varietà naturale, E lo furono di più quando sentirono parlare gli elvetici con le loro quattro lingue :tedesco,francese,italiano,romancio.E lo furono ancora di più quando si accorsero che vivevano in pace e in autonomia in ventisei Cantoni,di grandezza diversa,( grandi e piccoli) con governi e tradizioni diverse,il tutto ordinato e governato con il nome dell' H e l v e t i a, una realtà di culture,lingue,tradizioni assai diversi collocati in un magico paesaggio rimasto ancora intatto.
In questo senso è naturale,oltre che giusto, paragonare la Svizzera ad un orologio, in cui tutti i vari pezzi ,grandi e piccoli, si integrano e producono un movimento sincronizzato. Così è avvenuto per le lingue che, in base al principio di territorialità,si sono potute sviluppare nelle diverse regioni linguistiche e nei ventisei
sistemi scolastici cantonali.
Il plurilinguismo, e le sue interazioni multiculturali - ora che la lingua inglese viene insegnata sin dalle classi elementari - è dunque un elemento essenziale della Confederazione Elvetica e della sua identità nazionale.Peccato che,per una serie di motivi,poco o quasi niente conoscono gli europei, compresi gli italiani, della vita dei loro vicini svizzeri ,perchè si preferisce guardare lontano,spesso i lontani Usa.E pochi sanno ,per esempio,che Einstein, Klee e le Corbusier,ed anche l' ingegnere automobilistico Chevrolet,erano svizzeri.
La Confederazione,fiera della sua storia e delle tradizioni della sua gente, ha attribuito molta importanza al plurilinguismo ed agli scambi interculturali,e lo ha tutelato nei vari momenti della storia elvetica e in vari modi ( cfr. articolo federale sulle lingue). E' riuscita così,meglio di ogni altro Paese, a tutelare le minoranze linguistiche presenti nel territorio censendole in modo organico nel 2000(dati Ufficio Federale .di Statistica).
La popolazione nel 2000 conta 7.288.010 residenti,di cui 5.792.459 sono svizzeri e 1.495.531 sono stranieri. I parlanti tedesco sono più di 4 milioni e 600mila, i parlanti francese sono 1 milione e 484mila, italiano sono 470mila, il romancio oltre 35 mila.
Si parla inoltre lo spagnolo (76.750), portoghese(89.527). inglese(73.422).
Il censimento del 2000 ha evidenziato le particolarità linguistiche della popolazione elvetica,ha indicato il tedesco come lingua principale (63.7 %),seguito dal francese (20,4%),dall' italiano e dal romancio ( o,5 %).
Si conferma dunque che per ordine di importanza il tedesco,il francese e l' italiano sono le tre lingue ufficiali e maggiormente parlate in Svizzera e ,in prospettiva interculturale,vengono apprese dai cittadini non svizzeri proprio per migliorare la loro integrazione linguistica. viga