sabato 2 giugno 2007

Progetti d' integrazione in Svizzera

In occasione del Congresso di Lugano sul tema " Migrazioni e pluralismo religioso"(cfr. nostro dossier in Servizio Migranti,4/2002),organizzato dall' Associazione Amici di mons.Corecco e dall'Unione giuristi cattolici italiani, sono stati affrontati per la prima volta i problemi riguardanti la politica verso gli stranieri in Europa,la povertà e la disuguaglianza, le esperienze d' integrazione attuate in questi anni nei Paesi europei,compresa la Svizzera.
A Lugano si è avuto conferma del fatto che le migrazioni non sono da considerarsi un fenomeno transitorio,ma costituiscono ormai un dato di fatto con cui le società occidentali,industrializzate e ricche, devono tener conto e confrontarsi,cercando di dare soluzioni efficaci e possibilmente concertate tra i Paesi interessati ai fenomeni migratori.
In questo ambito la politica svizzera dell' integrazione è stata indicata,da parte dei diversi rappresentanti e esperti di enti e associazioni europee, a modello istituzionale, considerato che la Confederazione ha saputo garantire la convivenza pacifica della popolazione locale con le varie componenti etniche.In questo contesto un ruolo significativo svolgono a livello comunale e regionale organi rappresentativi del mondo dell'emigrazione in Svizzera e delle istituzioni sociali locali le cosiddette Arge - Arbeitsgemeinschaften fùr Auslaenderfragen -(Comunità di lavoro per i problemi degli stranieri),che offrono momenti di informazione,aggregazione e socializzazione per i diversi gruppi etnici.
Alla popolazione straniera residente in Svizzera (1 milione 495 mila) i poteri amministrativi locali hanno dedicato una serie di interventi che,superando l'ottica degli enti assistenziali privati,sono divenuti una priorità a livello politico e sono stati assunti in maniera istituzionale dalla Commissione Federale per gli stranieri-E.K.A.-
/(Eidgenòssische Konsultative Auslànderkommission ) di Berna. Così per la prima volta la Confederazione ha stanziato in favore dell' integrazione 10 milioni di franchi per il 2001 ed altri di più per i successivi anni. E' stato inoltre istituito il cosiddetto
" Integrationspreis " (2005- 2007) per segnalare e sostenere le esperienze di enti , associazioni culturali e scuole impegnate nel processo di integrazione dei gruppi di emigrati che vivono e lavorano in Svizzera.
Il modello elvetico, a giudizio degli esperti convenuti a Lugano, ha funzionato meglio degli altri esperiti in Europa. E ciò grazie alla struttura federalista che ha lasciato ai Cantoni ( dove è sempre attivo un team specifico per l' integrazione) la gestione delle iniziative e dei progetti d' integrazione e grazie anche ad una certa predisposizione alla diversità data dalla natura multiculturale della Svizzera.
Si tratta pertanto di un modello unico,non esportabile, ma che deve essere conosciuto dagli altri Stati europei,anche in considerazione del fatto che ,in riferimento ai recenti avvenimenti,i modelli di integrazione portati avanti,per esempio,dagli Stati Uniti,dalla Francia o dalla Germania,hanno avuto scarso successo nel settore dell' integrazione sociale degli stranieri, a causa dell incapacità di distinguere il significato e le proprietà di due termini come etnicità e nazionalità.e di conseguenza dell' altro termine spesso dimenticato ,cittadinanza.
Il maggior numero d' iniziative si è realizzato nei Cantoni di lingua tedesca,dove maggiore è la presenza di lavoratori stranieri,da Zurigo ad Aarau,da Coira a Lucerba, a Basilea,a Winterthur.Citiamo alcuni più signigicativi progetti :
* "Da und dort Leben in zwei Welten", progetto svolto nel Cantone Aarau per immigrati provenienti dall'Italia,Germania,Ungheria,Turchia ed ex-Jugoslavia.
* " Der Betrieb " ,insieme di iniziative organizzate nel Cantone Zurigo dal G,:B:I. (Gewerbschaft Bau und Industrie-Sindacato dell'industria e delle costruzioni ) per dare agli immigrati più informazione (corsi di tedesco,cultura generale,corsi tecnici,..).
* "Das Tor oeffen ", progetto sviluppato nel Cantone Coira per promuovere l'assistenza sociale alle famiglie immigrate.
* " Integration dank Partizipation " raccoglie iniziative svolte nel Cantone Lucerna in favore di immigrati albanesi per migliorare conoscenze e competenze professionali.
* " Johanna " ,progetto svolto nella città di Basilea per lo studio della lingua tedesca da parte di donne immigrate e finanziato dall' EKA.
* " Deutsch und Integration im Quartier ",un insieme di iniziative del Cantone di Basilea per offrire alle donne immigrate adeguate conoscenze sulla società locale.
* " B u s ",, dal nome del mezzo che si utilizza per facilitare gli incontri tra giovani immigrati presenti nella città di Martigny (Vallese) presso scuole,biblioteche,supermercati,centri sociali,musei.
*" Genitori,figli e operatori in una nuova realtà",progetto sviluppato in Ticino da parte del DFP - Dipartimento della formazione professionale e della cultura e rivolto ai genitori dei giovani stranieri iscritti nei corsi di formazione .
Quest'ultimo progetto del Ticino come i precedenti su indicati mettono in evidenza alcuni tratti comuni ad altre iniziative sostenute dall' EKA di Berna nella coincidenza di due importanti comuni condizioni,l'area adolescenti e l'area stranieri. In questo contesto tutti i giovani immigrati dei vari gruppi etnici ,dagli italiani agli slavi, dagli spagnoli agli albanesi, ai turchi, fanno emergere nel loro rapporto con la società locale situazioni di incertezza rispetto al sé, all'identità maschile e femminile ed alle conseguenti relazioni ed inadeguatezze dei valori di cui sono portatori i genitori,tutte foriere di crisi e conflitti difficili da gestire e da affrontare da parte delle organizzazioni sociali e culturali della società d'accoglienza. viga

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